Questa è la storia di Sarah, ovvero la cyberdissidente tunisina che sputtana il governo senza farsi scoprire
Il tuo nome è Sarah e sei la giovane segretaria di un ministro tunisino, che fa sparire un sacco soldi. Hai tanta voglia di "sputtanarlo" ma non vuoi essere licenziata. Come fare?Molto semplice: clicca qui e segui le istruzioni del manuale del perfetto cyberdissidente pubblicato da "Reporters Sans Frontières", l'organizzazione premiata quest'anno con il premio Sakharov dal Parlamento europeo. C'è tutto quello che bisogna sapere per pubblicare un blog in perfetto anonimato.
Tanto per cominciare usa una mail o un sistema di blogging gratuiti e situati all'estero (tipo hotmail.com e blogger.com), usando uno pseudonimo. Quando i servizi di informazione del tuo ministero scopriranno il tuo blog vedranno che appartiene a tizio.caio@hotmail.com.
Ma creare un semplice pseudonimo non basta, perchè il ministro potrebbe risalire al tuo indirizzo IP di casa o dell'ufficio, obbligando l'impresa che gestisce la tua mail a consegnarglielo, come accaduto ad alcuni dissidenti cinesi che si erano fidati di Yahoo Hong Kong.
Per questo motivo devi aprire ed usare il tuo account di posta elettronica anonimo da un computer pubblico, tipo cybercafè o biblioteca. Solo che se al ministero scoprono che tutti i messaggi sul tuo blog vengono postati dal cyber cafè di Khaled prima o poi manderanno qualcuno a controllare.
Molto meglio, cara Sarah, farti installare un sistema che ti permetta di navigare dal tuo computer attraverso un "proxy anonimo". Per informazione, puoi trovare una lista di proxy superanonimi su www.publicproxer.com oppure su www.samair.ru/proxy/
La navigazione sarà un po' lenta, perchè non ti connetti più direttamente a hotmail. Ogni volta che scrivi una mail sarai connessa al tuo proxy anonimo che a sua volta si collega a hotmail e ti rispedisce le informazioni. Il sistema dei proxy è potente ed efficace, ma se sei l'unica persona in Tunisia ad usare il proxy anonimo che hai scelto al ministero potrebbero scoprirti lo stesso. E poi che fare se il ministero riesce a convincere l'operatore del proxy, magari con una mazzetta, a conservare i dati di tutti gli utilizzatori?
Meno male che su skype la scorsa settimana hai incontrato Jean-Paul, quel ragazzo di Montreal così simpatico che ha installato sul suo computer "Circumventor" e ti permette di usare il suo PC come server proxy. Jean-Paul ha scaricato Circumventor da Peacefire e lo ha installato su Windows, insieme a Pearl e OpenSA. Il suo PC è connesso 24h su 24, ma ogni volta che Windows si riavvia deve chiamarti e darti il nuovo indirizzo IP. Le chiamate in Tunisia costano care e quindi Jean-Paul ti consiglia di usare "Tor", un nuovo sistema che usa una catena di computer come intermediari, rendendo praticamente impossibile risalire al ciberdissidente tunisino di turno. Adesso ogni passaggio da un PC all'altro è cifrato, ma alcuni punti di passaggio sono bloccati dalla censura e poi Tor può essere usato solo da casa. Sarebbe complicato installarlo in ufficio o da Khaled.
Su vigilant.tv, però, un gruppo di maniaci della privacy australiani ha creato "invisiblog", che permette di pubblicare articoli inviando un messaggio email formattato in maniera particolare e criptato da un sistema chiamato MixMaster. Con tutti questi passaggi e codici inviare messaggi diventa difficile. Prima che le informazioni siano pubblicate online dovranno passare da 2 ore a 2 giorni. E poi criptare i messaggi in Tunisia può essere pericoloso. Se il ministero dovesse trovare sul computer di Sarah la chiave di accesso dei suoi messaggi, avrebbe una prova inconfutabile e sarebbe difficile farla franca. E poi se usi Mixmaster per mandare i tuoi messaggi sarai immediatamente ritenuta una persona "sospetta".
Che faticaccia, raccontare la storia della cyberdissidente Sarah. Forse qualcuno - al ministero dell'informazione della Tunisia - non vuole che la tua storia circoli liberamente e si chiede: ma di chi sarà questo blog?



